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La Nostra Attività

Montagna dei Cavalli

 

STAGE ARCHEOLOGICO

PARTNERSHIP

 

Regione Sicilia Comune di Prizzi (PA)

REGIONE SICILIANA
Assessorato BB.CC.AA e P.I.
Soprintendenza per i BB.CC.AA. Palermo

COMUNE DI PRIZZI (PA)

Il Progetto

 

Sono circa centocinquanta anni che si sentono notizie di rinvenimenti più o meno fortuiti sulla Montagna dei Cavalli. Anzi, tali rinvenimenti sono stati il frutto di scavi clandestini che hanno contraddistinto e in certi casi caratterizzato in modo quasi esclusivo l'attività  lavorativa di una schiera di uomini provenienti da diverse parti della Sicilia.
Gli scavi clandestini hanno investito in toto l'antico centro abitato; non vi è area della montagna in cui non si riscontra traccia di piccoli saggi di scavo volti all'individuazione di "tesori" nascosti.
L'area che comunque nei decenni è stata investita più di tutte dagli scavi clandestini è stata senza dubbio l'area della necropoli che occupa l'intero pendio nord occidentale della montagna. Quest'area è stata completamente devastata con perdita non solo dei reperti contenuti nelle tombe ma soprattutto dei dati scientifici sulla composizione dei corredi che aiuterebbero senz'altro la ricostruzione degli usi funerari e attraverso questi la ricostruzione della vita dell'antico centro nei suoi diversi periodi di vita.
La seconda area in cui si è concentrata l'attività  dei clandestini è stata, soprattutto negli ultimi anni, l'area dell'abitato, soprattutto sul versante nord orientale.
Ora è appunto su quest'area che si è concentrata la nostra attenzione sia per contrastare il fenomeno dei clandestini sia soprattutto perché convinti che quest'area possa ancora essere salvata dall'azione vandalica e possa, se opportunamente e scientificamente scavata, restituire quei dati di cui si ha bisogno per la ricostruzione delle vicende storiche che hanno caratterizzato la vita di questo antico centro abitato.
Questo progetto si inserisce in una più ampia attività che di comune accordo il comune di Prizzi e la Soprintendenza Beni Culturali sezione Beni Archeologici di Palermo ormai da qualche tempo conducono per valorizzare il vasto patrimonio archeologico presente in questo territorio.
Per valorizzazione si intende l'accrescimento dell'interesse verso i siti tramite una loro maggiore fruizione da parte della collettività; quindi bisogna agevolarne la percezione e l'apprendimento. Quando si opera in chiave di valorizzazione, pertanto, è necessario predisporre apparati ed attività  che incidono sulle realtà  esterne in modo che possano risvegliare l'interesse delle comunità  circostanti. L'obiettivo, è dunque, quello di contribuire con questa iniziativa alla salvaguardia, al recupero e alla fruizione di un bene collettivo che rischia l'inesorabile destino dell'oblio.
Partecipare all'attività  di Stage significa per i giovani vivere una esperienza di gruppo, lavorando e apprendendo dagli esperti che li guidano, attraverso incontri, conferenze e gite, nozioni che potranno rappresentare un utile bagaglio per il futuro.
Nel caso di Prizzi, lo "Stage Archeologico" vuole essere di integrazione all'attività  scientifica della Soprintendenza nel recupero di quanti più dati è possibile sulla storia della frequentazione di questo territorio. Alla luce di quanto sopra sarebbe auspicabile un programma di ricerca pluriennale rivolto a volontari e giovani studiosi che consenta di:
1) contrastare il fenomeno degli scavi clandestini;
2) sensibilizzare l'opinione pubblica locale circa l'importanza di questo bene e della sua tutela;
3) coinvolgere giovani locali e giovani studiosi nel lavoro di ricerca;
4) recuperare quanto fin ora è stato scavato e lasciato sul posto;
5) ripulire gli ambienti già individuati e scavati dai clandestini;
6) costruire dei percorsi didattici di visita;
7) restituire l'area alla pubblica fruizione.
E' fin troppo evidente che tutto questo debba avvenire sotto il più stretto controllo scientifico con il coinvolgimento del Comune, delle Associazioni di Volontariato, di professionisti nei diversi ambiti disciplinari e dell'Università  con il coordinamento tecnico-scientifico da parte della Soprintendenza per i Beni Culturali competente sul territorio.
Noi riteniamo che questo modo di procedere sia, per il momento, il solo possibile per una efficace azione di contrasto del fenomeno clandestini ed al tempo stesso per riportare in luce l'antico abitato. Con questo metodo vi sono innegabili vantaggi per ciascuna parte che vi partecipa a fronte di un impegno economico per ciascuno irrisorio.
Lo scavo dell'abitato di Montagna dei Cavalli potrebbe costituire così un progetto pilota per la sperimentazione di sinergie diverse volte al recupero e alla valorizzazione dei Beni Culturali locali.




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